Da Il mondo del 20/03/1998

Cosi' USA e Gran Bretagna ci tengono sotto controllo

Licenza di spiare. i segreti di Echelon

LA BASE CHE CONTROLLA IL TRAFFICO DI COMUNICAZIONI EUROPEE E' A MORWENSTOW, IN CORNOVAGLIA OGNI GIORNO I PAESI CHE FANNO PARTE DI ECHELON PIANIFICANO NUOVE INTERCETTAZIONIE BERSAGLI

di Claudio Gatti

Approfondimenti / DOSSIER


 
Quando il "reality" è di Stato
Echelon si, Echelon no
di Roberto Bortone

l termine inglese Echelon significa letteralmente "formazione", mentre in linguaggio militare sta ad indicare la parola "squadriglia". Eppure mentalmente lo si associa a ben altro: intercettazioni telefoniche, microspie, telecamere, hacking, per arrivare sino ad agenti segreti e controspionaggio... tutti termini ai quali siamo ormai abituati o ci stiamo dolcemente abituando, grazie anche a qualche simpatico reality alla tv. La stampa cartacea, quella "ufficiale", ha iniziato a parlare di Echelon in Italia il 20 marzo 1998 quando il settimanale "il Mondo" dedicò un primo "speciale" dal titolo eclatante: "Licenza di spiare, i segreti di Echelon: così USA e Gran Bretagna ci spiano". Si riferiva al caso Echelon, alla scoperta ufficiale della sua esistenza. Seguì una seconda uscita nel numero successivo, poi una terza... poi le prime timide interrogazioni parlamentari da parte di alcuni degli eurodeputati italiani di stanza a Bruxelles. Fino ad arrivare ai giorni nostri in cui terrorismo e crack finanziari ripropongono l'esigenza ma anche la pericolosità di un network di intercettazioni interplanetario. Insomma mentre "lui" ci ascolta noi proviamo ad avvicinarci per conoscerlo meglio. Ma senza fare troppo rumore altrimenti...
Monitoraggio di messaggi elettronici, intercettazioni telefoniche, satelliti - spia; che il sistema di telecomunicazioni usato ogni giorno dai singoli cittadini, dalle aziende ma anche dalle ambasciate o dai governi sia poco sicuro e' noto da tempo. Cosi' come e' noto che ci si spia e controlla anche tra Paesi amici e alleati. Fa parte di un complesso e delicato gioco post - Guerra fredda in cui ognuno e', piu' o meno, amico e concorrente di tutti. Si sa anche che c'e' un giocatore piu' bravo e forte degli altri: gli Stati Uniti. Soltanto pochissimi addetti ai lavori sapevano pero' finora dell'esistenza di una rete di monitoraggio globale di straordinaria capacita' ed estensione che gli Stati Uniti gestiscono con la collaborazione di altri quattro Paesi anglofoni - la Gran Bretagna, il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. A rivelarlo ufficialmente e' un recentissimo rapporto del Technological options assessment (Stoa) della Direzione generale ricerca del Parlamento Europeo secondo il quale ogni telefonata, ogni fax, ogni messaggio di posta elettronica, criptato o meno, puo' essere intercettato, selezionato, decodificato e inserito in una potentissima bancadati computerizzata comune ai cinque Paesi in questione. Nel descrivere questo meccanismo il rapporto, intitolato "Valutazione delle tecnologie di controllo politico", non usa mezzi termini:"In Europa tutte le telefonate, i fax e i testi di posta elettronica sono regolarmente intercettati, e dal centro strategico inglese di Menwith Hill le informazioni di interesse vengono trasferite al quartier generale della National Security Agency, l'agenzia di spionaggio elettronico americana". IL PATTO UKUSA Questa incredibile macchina aspira - comunicazioni battezzata Echelon e' il frutto tecnologico piu' avanzato del Ukusa Security Agreement, un patto di collaborazione nella raccolta di "Signal Intelligence" stretto nel 1948, la cui stessa esistenza non e' mai stata ufficialmente confermata dai suoi cinque partecipanti. "La cosa che colpisce di piu' e' proprio il fatto che per tutti questi anni nessun governo in nessuno dei cinque Paesi membri ha mai detto o ammesso nulla su questo patto", dice al Mondo il ricercatore Nicky Hager, autore di Secret Power, un libro pubblicato in Nuova Zelanda che per la prima volta ha rotto il silenzio su Ukusa e su Echelon. "La magnitudine di questa rete di intercettazione globale e' il prodotto di decenni di intensa attivita' spionistica in funzione antisovietica", spiega Hager."Con la fine della Guerra fredda questa network non e' stata pero' smobilitata. E' stato invece deciso di modernizzarla, chiudendo molte basi terrestri e puntando ancor piu' sui satelliti, e di reindirizzarla verso nuovi obbiettivi di natura non militare, come il sistema di telecomunicazioni internazionale". Questo riposizionamento e' confermato anche dal rapporto europeo: "A differenza di altri sistemi di spionaggio elettronico della rete Ukusa, il sistema Echelon e' diretto principalmente contro obbiettivi civili: governi, organizzazioni e aziende di praticamente ogni Paese del mondo". I motivi strategici di questa scelta sono esplicitati in un memorandum riservato della Casa Bianca. "La fine della Guerra fredda ha drammaticamente cambiato priorita' e minacce alla nostra sicurezza nazionale", si legge nel memorandum, datato 16 settembre 1994. "Oltre alle tradizionali questioni politiche e militari sono ormai di crescente interesse e preoccupazione anche le questioni economiche." Questioni come il contratto per la nuova rete di telecomunicazioni malese per il quale era in competizione la societa' americana At & t e che sarebbe finito a una societa' giapponese se la Nsa non avesse intercettato e decifrato il messaggio in codice con l'ammontare dell'offerta nipponica. O questioni come lo spionaggio aziendale da parte dell'ex dirigente basco della General Motors passato alla Volkswagen, Ignacio Lopez, che non si sarebbe scoperto senza Echelon. "Abbiamo saputo che la Nsa ha passato alla GM i nastri elettromagnetici con le videoconferenze del consiglio di amministrazione della Volkswagen in cui Lopez ha fatto le sue rivelazioni", ha affermato a una rivista olandese l'ex capo della sezione Controspionaggio dei servizi tedeschi, Joseph Karkowski. COME FUNZIONA La particolarita' del sistema Echelon e' che la sua rete di satelliti, basi terrestri e supercomputer non e' disegnata soltanto per permettere l'intercettazione di alcune particolari linee di trasmissione, bensi' per intercettare indiscriminatamente quantitativi inimmaginabili di comunicazioni via qualsiasi mezzo o linea di trasmissione. Il primo componente di questo sistema e' costituito dalle cinque grandi basi Ukusa (vedere la mappa alla pagina affianco) da cui vengono intercettate le comunicazioni che passano attraverso i 25 satelliti geostazionari Intelsat usati dalle compagnie telefoniche di tutto il mondo per le comunicazioni internazionali. A ogni singolo Paese del patto (eccetto il Canada) e' affidata la copertura di una particolare area del mondo. La base che controlla l'intero traffico europeo sta in Inghilterra, a Morwenstow, una localita' situata 115 chilometri a est di Exeter, sulle scogliere del Cornwall. Il traffico che va da nord a sud lungo il continente americano e' sorvegliato invece dalla base di Sugar Grove, 250 chilometri a sud - ovest di Washington, nelle montagne della Virginia, mentre le telecomunicazioni sul Pacifico sono divise tra l'altra base Usa, all'interno del poligono del Us Army di Yakima, 250 chilometri a sud - ovest di Seattle, la base neozelandese di Waihopai e quella australiana di Geraldton, che copre anche l'Oceano Indiano. La seconda componente della rete Ukusa e' la costellazione di satelliti - spia che la Nsa ha messo in orbita a partire dal 1970 ed e' chiamata in codice Vortex. "L'ultima generazione di satelliti - spia e' costituita da tre nuovi "bird" geosincronici messi in orbita negli ultimi quattro anni, che da soli coprono praticamente tutto il mondo", dice il massimo esperto del settore Jeff Richelson." Quello che copre l'Europa staziona in orbita a 22.300 miglia di altitudine sopra il Corno d'Africa ed e' controllato dalla base terrestre inglese di Menwith Hill, nel nord del Yorkshire, che con i suoi 22 terminali satellitari e' di gran lunga la piu' grande e potente della rete Ukusa". Il terzo e ultimo elemento del sistema Ukusa e' costituito da una griglia di supercomputer in rete - battezzati "dizionari" - capaci di assorbire, esaminare e filtrare in tempo reale enormi quantita' di messaggi digitali e analogici, estrapolare quelli contenenti ognuna delle parole - chiave preprogrammate, decodificarli e inviarli automaticamente al quartier generale del servizio di intelligence dei cinque Paesi interessato ai messaggi che includono la parola predeterminata. "Ogni pochi giorni i "dictionary manager" dei cinque Paesi cambiano la lista delle parole - chiave, inserendone delle nuove e togliendo delle vecchie a seconda dei temi politici, diplomatici ed economici di interesse per gli Usa e i suoi alleati", spiega Hager. "E una volta inserite le nuove parole e' solo questione di minuti prima che i dizionari comincino a sputar fuori messaggi che le contengono". Cio' significa che all'indomani dalla tragedia della funivia di Cavalese, avuta conoscenza della forte reazione italiana e nel timore di un'escalation della crisi, la Nsa ha con tutta probabilita' inserito nel sistema le parole Cavalese e Cermis. "L'Italia e gli altri Paesi europei sono bersaglio costante di Echelon e la richiesta americana di inserire nuove parole - chiave relative a questioni italiane a Morwenstow sarebbe stata accolta dai tecnici inglesi senza alcuna sorpresa. Sarebbe stata un'operazione di routine, gestita a livello amministrativo", sostiene Hager. Da quel momento, ogni telefonata, fax, messaggio elettronico proveniente da o diretto a ministeri, uffici governativi, ambasciate e probabilmente anche residenze e quartier generali di leader politici e militari italiani contenente le parole Cavalese e Cermis puo' essere diventato bersaglio del sistema Echelon. INTERVIENE LO STATMUX Con l'aiuto di Nicky Hager il Mondo e' in grado di spiegare come puo' essersi evoluto questo scenario. Le antenne di Morwenstow hanno come sempre raccolto i segnali dei satelliti Intelsat (che non sono criptati), li hanno inviati nella "operation room" dove sono stati dati in pasto prima a un potente amplificatore e poi a una batteria di radioricevitori sintonizzati sulle differenti frequenze da microonde in cui trasmettono gli Intelsat. Ogni frequenza ha un certo numero di bande di segnali ognuna delle quali contiene a sua volta centinaia di messaggi telefonici, fax, telex ed e - mail elettronicamente compattati tra loro (e' il cosiddetto multiplexing). Grazie a speciali apparecchi americani, chiamati statmux, questo coacervo di messaggi e' stato separato nei singoli messaggi individuali che lo componevano, e i messaggi inviati nelle bande di frequenza di maggior interesse, cioe' quelle che Echelon sa essere usate nelle comunicazioni importanti, sono stati inviati nel "dictionary", il supercomputer anima del sistema. A questo punto il computer ha prima convertito i vari tipi di messaggi - telefonate, fax, e - mail - in un linguaggio digitale standard, e poi ha attivato la ricerca delle parole richieste - Cavalese, Cermis e le altre centinaia di parole - chiave inserite dai "dictionary manager" dei cinque Paesi. Tutti i messaggi contenenti le parole Cavalese e Cermis sono poi stati immediatamente e automaticamente passati a un altro computer che li ha messi in codice e spediti via satellite al quartier generale della Nsa, a Fort Meade, in Maryland, dove sono stati decoficati e analizzati dai tecnici americani. I prodotti finali del sistema Echelon si dividono in tre categorie distinte: i rapporti, i "gist" (gist in inglese significa nocciolo della sostanza) e i sommari. I rapporti sono traduzioni dirette di messaggi intercettati, i "gist" sono compendi telegrafici in cui si offre il succo del discorso e i sommari sono compilazioni che contengono informazioni di diversi rapporti e "gist" e vengono poi conservate nelle banchedati di ciascun servizio di "Signal Intelligence" dei cinque Paesi membri di Ukusa. "Ogni servizio ha la possibilita' e il diritto di chiedere agli altri di fornire sommari da essi prodotti su particolari soggetti, specificando pero' a chi e' destinata l'informazione", spiega Hager. Vista la frequenza di questi scambi, i Paesi dell'Ukusa hanno creato un sistema di distribuzione elettronica e in codice che muove continuamente rapporti tra un Paese e l'altro. Nel caso di informazioni particolarmente delicate, c'e' inoltre a disposizione una rete di corrieri appartenenti allo staff del Defense Courier Service, di base al quartier generale della Nsa a Fort Meade. IL RUOLO DELLA GRAN BRETAGNA "Il grado di interazione e collaborazione e' impressionante: ogni giorno si pianificano insieme intercettazioni, si decidono nuovi bersagli, si coordina il management di satelliti e computer e ci si scambia informazioni. Insomma funziona tutto come un unico grande sistema comune", commenta Hager, che aggiunge: "Nonostante sia ormai passato mezzo secolo dalla firma di quell'accordo, e' come se dalla fine della guerra a oggi non fosse cambiato niente". Soprattutto, e' come se la Gran Bretagna non avesse deciso di entrare nell'Unione europea stringendo cosi' un'alleanza strategica con quegli stessi Paesi che spia assieme o per conto degli Stati Uniti. Al di la' di qualsiasi dichiarazione inglese di fedelta' alla causa europea, la realta' e' che questo strettissimo rapporto di collaborazione nel campo della raccolta di "Signal Intelligence ( e il Mondo ha scoperto l'esistenza di un accordo equivalente tra la Cia e il suo corrispettivo britannico, MI - 6) ha fortissime conseguenze politiche, diplomatiche ed economiche ed e' nei fatti piu' importante di qualsiasi alleanza europea. Quanto sia importante lo attesta il "1994 Strategy Summary", un documento segreto preparato da Sir John Ayde, direttore del servizio di "Signal Intelligence" inglese, il Government Communications Headquarters: "Il rapporto Ukusa e' per noi di particolare importanza. E il nostro contributo deve essere in quantita' e qualita' tale da esser ritenuto proficuo ai nostri partner. Cio' puo' voler dire che a volte e' necessario anche mettere risorse della Gran Bretagna al servizio delle richieste americane". Per la Gran Bretagna i benefici di questa straordinaria alleanza spionistica sono senza dubbio enormi. Non solo Londra puo' infatti servirsi di un sistema globale e onnivoro che da sola non riuscirebbe mai a creare, gestire e mantenere aggiornato, ma grazie al patto Ukusa e' protetta da qualsiasi attivita' di spionaggio diplomatico, industriale ed economico americano di cui sono invece bersaglio tutti i suoi partner europei. "Finche' rimarra' in vigore l' accordo Ukusa nessuno degli altri quattro Paesi membri potra' mai pensare di avere una sua politica estera veramente indipendente", conclude Hager. Non ci si deve dunque meravigliare se, quando gli Stati Uniti chiamano - come nel caso della crisi con l'Iraq -, pur avendo la presidenza dell'Unione europea, Tony Blair non si preoccupa di costruire consenso sul fronte europeo bensi' si appiattisce sulle posizioni americane. E' possibile che, con l'avanzare del processo di unificazione europea, la Gran Bretagna decida di uscire dal patto Ukusa? Gli esperti consultati dal Mondo tendono a escluderlo. Anche perche' negli ultimi dieci anni il coinvolgimento inglese e' addirittura cresciuto. Sul finire del 1988, dopo aver preso in considerazione l'ipotesi di creare una propria rete autonoma di satelliti - spia, il governo di Margaret Thatcher ha infatti preso una decisione difficilmente reversibile firmando un "memorandum of understanding" supersegreto con cui si e' impegnato a intensificare il proprio impegno in Ukusa. Per non essere troppo subalterna a Washington, Londra si e' impegnata a dare un contributo di 500 milioni di sterline, ottenendo in cambio il diritto di riorientare su un bersaglio di suo interesse uno dei tre satelliti - spia della Nsa fino a un massimo di quattro mesi all'anno (solo in caso di crisi le esigenze della Nsa mantengono la precedenza). QUATTRO DOMANDE LA SCOPERTA DI UN SISTEMA ECHELON SUSCITA ALCUNI IMMEDIATI INTERROGATIVI. ECCOLI COSA SA IL GOVERNO ITALIANO DEL SISTEMA DI CONTROLLO ECHELON E DELL'USO CHE NE VIENE FATTO? COME SI CONCILIA IL RUOLO DELLA GRAN BRETAGNA IN ECHELON E LA SUA PRESENZA NEL CONSIGLIO EUROPEO? QUALE INIZIATIVA HA ADOTTATO IL NOSTRO GOVERNO PER TUTELARE SE STESSO E LE AZIENDE ITALIANE? CHE CONTRIBUTO PUO' DARE ECHELON PER FARE LUCE SU ALCUNI DEI GRANDI MISTERI D'ITALIA?

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