1977
01. Cronologia dell'anno dell'odio - introduzione
Tratto dal libro "Una sparatoria tranquilla", Odradek Edizioni
Documento aggiornato al 16/05/2007

Inoltre, è dalla lettura di questa cronologia che si evince quanto Roma, sia pure sorprendentemente, sia stato l’epicentro del movimento e quale sia stato il peso relativo di altri luoghi, come pure quanto sia stato rilevano il protagonismo delle appartenenze; ciò che salta agli occhi, non è solo l’individualità dei luoghi o delle persone, quanto il protagonismo delle sigle, che hanno vita propria, lunga o effimera, ma comunque distinta da tutto il resto. Oltre che un utile contrappunto e riferimento alle vicende raccontate dai protagonisti, questa cronologia infine avrà nei loro confronti funzione di coro e marcherà tutte le differenze.
Per capirsi. Non è che la cronologia sia “l’oggettività” contrapposta alla “soggettività” del ricordo. È, al contrario, l’altra soggettività. Quella che si fa carico di manipolare l’informazione, e di conseguenza, la conoscenza e la coscienza delle diverse classi del paese. I solerti propagandisti della “doppia verità” decisa da Cossiga, Pecchioli e soci, lo fanno [...] non tanto per “servilismo”, quanto perché “incapaci di evitare i condizionamenti dell’opinione generale”.
Ovvero: perché a loro modo “militanti” in difesa di interessi, idee, parti politiche che sentono proprie.
Chiarito questo, la cronologia in questa forma è tuttavia utilissima per “testare” le dichiarazioni di ognuno, per scrostarle di quel tanto di autoinganno che ciascuno di noi si porta dietro.
Tre funzioni, quindi:
a) un elenco di notizie “trattate” giornalisticamente; b) un campionario di tecniche manipolatorie desumibile dalla carta stampata; c) un tesi per smitizzare gli eventuali eccessi di autocompiacimento individuale e per tener comunque “a galla” ciò che nei ricordi può essere andato “a fondo”.