Da redazione del 21/09/2005
CasertaSette.com
BOSS NELLA CRIPTA E DON PEPPINO DIANA ANCORA IN CIMITERO: LUMIA CHIEDE LUMI
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Il caso del terribile bandito sepolto in una esemplare basilica romana torna in Parlamento, otto anni dopo. Lo staff di Giuseppe Lumìa, capogruppo ds in commissione Antimafia, studia se rivolgersi al ministro degli Esteri, Fini, o a quello dell’Interno, Pisanu: in una interrogazione, Lumìa chiederà che lo Stato italiano compia passi presso il Vaticano affinché le spoglie di Enrico De Pedis, detto Renatino, uno dei capi della «banda della Magliana» - sequestri, traffici, omicidi, relazioni con mafia, terrorismo nero, servizi segreti - lascino la chiesa di Sant’Apollinare, territorio estero, in piazza Sant’Apollinare, due passi da piazza Navona. La tomba di marmo bianco, con argento, oro e zaffiri, senza date di nascita né di morte, sta lì, nella cripta della basilica settecentesca dal 24 aprile 1990 e Lumìa chiederà che ciò che rimane di Renatino esca di chiesa, «per rispetto di tutte le vittime della banda della Magliana». Lumìa ricorderà anche i casi di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo nel settembre 1993, e quello di don Giuseppe Diana, ammazzato dalla camorra nel marzo 1994, a Casal di Principe, Caserta. Nessuno ha pensato di seppellire Pino e Giuseppe in una chiesa, magari nelle loro piccole chiese. Perché tutti quegli onori per Renatino, già pluricarcerato?
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