Da Tibereide del 30/11/2001
Originale su http://www.tibereide.it/articoli_dettaglio.asp?articolo_id=121&art...

Rendere legittimo quello che è illegittimo: la "riforma degli 007"

di Maria Lina Veca

Segreto di Stato, notizie riservate, documenti secretati…
Quante volte abbiamo sentito queste parole cadere come una cortina di piombo, a chiudere l'accesso alle verità possibili, alle spiegazioni documentate, alle ricostruzioni reali di fatti, di tragedie, di morti. Il segreto di Stato... un segreto indefinito che comprende tutto e il contrario di tutto, impiegato ieri ed oggi per ostacolare ogni processo di verità, sulle stragi, sul traffico di armi e di scorie tossiche, sull'uso di uranio impoverito nelle "missioni di pace", sulle deviazioni di istituzioni che agiscono come corpi separati dello Stato.
A 24 anni dall'emanazione della legge 801/77 - che introduceva il concetto di "segreto di Stato" e rimandava, con l'art.18, "all'emanazione di una nuova legge organica relativa alla materia del segreto", abrogando contemporaneamente norme, prassi, regolamenti contraddittori e confusi - il controllo del "segreto" continua ad essere demandato a due figure giuridiche inesistenti: l'A.N.S. (Autorità Nazionale di Sicurezza) e all'U.C.SI (Ufficio Centrale di Sicurezza), che agiscono grazie ad una serie di circolari segrete emanate da alcuni Presidenti del Consiglio e rimaste sconosciute al Parlamento.
Così norme e procedure continuano a confondersi in un gran calderone, in cui si mescolano segreti politici e militari.
Risultato?
La classificazione di segretezza "riservato", largamente usata, non trova cittadinanza nell'ordinamento penale italiano, ma compare unicamente nelle norme abusivamente emanate dall'A.N.S., che opera al di fuori dell'assetto istituzionale e normativo in materia di segretezza, in contrasto aperto con l'ordinamento giuridico in termini di sovranità nazionale e delle prerogative dei paesi membri dell'alleanza in materia di difesa e sicurezza interna.
Questa "amministrazione parallela del segreto", infiltrata capillarmente in tutta la pubblica amministrazione, ha portato alla gestione abituale di una sorta di cortina fumogena che si stende su tutta la vita di questo Paese, in contrasto con ogni riforma e legge sulla trasparenza, tutto viene gestito in maniera spesso discrezionale, insindacabile, discriminatoria, e senza uno straccio di fondamento giuridico.
Questa è la situazione attuale: ma, poiché al peggio non c'è mai fine, ecco arrivare - sempre sulla scia dell'"Enduring Freedom" e del conseguente "cambiamento di tutta la nostra vita" di cui parlava l'11 settembre il Ministro degli Interni Scajola - la proposta del Ministro Frattini e del Governo di riforma dei servizi segreti.
Un piano di riforma che renderebbe i nostri 007 sempre più liberi e i cittadini normali sempre meno liberi...
Eh, sì, perché i servizi, se passerà questo progetto, non subiranno alcun controllo del Parlamento e della Magistratura ma risponderanno solo all'Esecutivo.
Non solo: avranno ampia licenza di violare la privacy dei cittadino, se compiranno degli abusi godranno praticamente dell'impunità assoluta, un'impunità concessa a discrezione del Presidente del Consiglio, entreranno nelle nostre case, effettueranno intercettazioni ambientali e telefoniche, stravolgeranno le relazioni sociali, le libertà civili, l'integrità e l'intimità dei domicili privati...d'altronde Bush "docet", basta vedere come è riuscito a ridurre in "carta straccia" il Bill of Rights...
Vediamo più precisamente cosa potrebbe accadere, se il piano Frattini dovesse andare in porto.
Ne parliamo con Falco Accame, che ha presieduto la Commissione Difesa e che, dei servizi e delle loro "deviazioni", si occupa da anni:
"Il Governo detta legge ai servizi, oppure i servizi dettano legge al Governo? - si chiede l'Ammiraglio Accame.
E, immediatamente risponde: "...leggendo le anticipazioni sul piano Frattini, pare non vi siano dubbi sulla risposta”.
Il Governo diventa, di fatto, il semplice portavoce dei servizi. D'altronde, quando apprendiamo che, nel Paese dei cinque colpi di Stato (come affermò uno che se ne intende, il Generale Gianadelio Maletti, già capo del SID a Paolo Meli, in una celebre intervista degli anni Ottanta su L'Espresso) si vuole dare ancora più potere ai servizi...allora è chiaro chi dirige l'orchestra."
E Accame ricorda anche, citando solo alcuni nomi, il lungo elenco delle morti misteriose che da sempre accompagnano la storia dei servizi, dal Colonnello Renzo Rocca, caporicerche economiche e industriali del SIFAR, trovato cadavere nel suo studio in V. Barberini, al Generale Ciglieri (incidente stradale), al Generale Manes che chiese un caffè, durante un'audizione, e morì bevendolo, fino a Borreo, Grandi, Schiavone, Bernardini, al generale di corpo d'armata Anzà - il generale che aveva annunciato la volontà di compiere una grande opera di "pulizia" all'interno dei servizi... e, ancora, il colonnello Ferraro del SISMI, il Maresciallo Vecchioni e il Maresciallo Li Causi (in Somalia), fino al Maresciallo Dettori, implicato nella storia di Ustica, e tanti, tanti altri...
Dice Accame: "Ancora loro, i servizi deviati, quelli delle stragi, che hanno goduto e godono di assoluta impunità, e chiedono ora carta bianca! Sembra incredibile, ci accingiamo a legalizzare operazioni come quelle che hanno consentito il "PIANO SOLO" (il comandante dei carabinieri che aveva sommato anche i poteri del capo del servizio). Si tratta dei servizi della Falange Armata (quei nomi che l'ambasciatore Paolo Fulci, quando era a capo del CESIS, aveva nascosto nelle pagine di un vocabolario con l'avviso: "se mi uccidono, sapete che è colpa loro")...e questo sta per avvenire con un "inciucio" Polo-Ulivo.
Si vuole legalizzare quella raccolta di informazioni su cittadini italiani (una raccolta illegale, contro la costituzione) che ha permesso di costruire i 300.000 fascicoli custoditi presso l'U.C.SI) un ufficio che non esiste per la legge italiana!
E non dimentichiamo che i 300.000 fascicoli sono gli eredi di quei 157.000 fascicoli che avrebbero dovuto essere distrutti in seguito alle disposizioni della commissione parlamentare sui fatti eversivi del '64.
Si vuole legalizzare l'U.C.SI. che è stato definito nella relazione dei servizi segreti al Parlamento firmata dal Senatore Brutti, come "operante fuori dalla legge e contro la legge."
Si legalizzano gli O.a.s.i., gli operatori armati dei servizi segreti creati illegalmente, che la seconda corte di Assise di Roma definì "eversivi dell'ordine costituzionale".
Si vogliono legalizzare i N.O.S. (nulla osta di sicurezza), che la stessa relazione Brutti sopra citata, aveva condannato senza appello.
Si fanno entrare (per impedire la circolazione delle informazioni) nel codice penale delle classifiche che non vi hanno diritto di accesso, come la classifica di "riservato", che è una semplice qualifica amministrativa."
In sostanza si mira a tornare, per quanto possibile, ai servizi della P2. Sarà utile ricordare che tutti il gruppo di consulenti governativi per il caso Moro era composto da iscritti alla P2...
Si vogliono rendere ancora più incontrollabili dunque i servizi già sfuggiti in passato ad ogni controllo.
"Una proposta che si cerca di far passare - dice ancora Accame - contando sul silenzio dei vivi, sapendo che i morti di Aurisina, di Piazza Fontana, della Stazione di Bologna, di Ustica, e quanti altri, non possono più parlare. Forse avrebbero qualcosa da dire sulla indecente proposta!"
Di ben diverso segno era stata anni fa la proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma dei servizi segreti, studiata ed elaborata dall'On. Accame: lì si partiva da questa premessa "L'incredibile quantità e gravità delle deviazioni dai compiti istituzionali che si sono verificate nei servizi segreti e nella gestione del segreto ha ormai creato il generale convincimento che queste deviazioni costituiscano la condizione normale, cioè che non siano un fatto patologico, ma un fatto fisiologico, e che l'unica cosa che si possa fare sia quella di procedere all'abolizione dei servizi e delle normative che regolano il segreto. Basti pensare che i giudici di Bologna Libero Mancuso e Antonio Dardani in una loro ordinanza di rinvio a giudizio indicano i servizi segreti come veicolo di limitazione alla nostra sovranità nazionale oltre che territorio di ricatto e condizionamento politico interno. Diceva Giovanni Cocco: "E' storicamente dimostrato che il rischio che comporta una attività statale di informazione e di sicurezza, più che probabile è fatale. E' il rischio di deviazioni, drammaticamente pericolose per la legalità e la democrazia. Ma una attività di questo tipo è d'altra parte sentita, drammaticamente anch'essa, come necessaria per la tutela stessa dello stato democratico." Non v'è bisogno, infatti, di grande impegno per comprendere che una attività che coinvolge la sicurezza e l'attività dello Stato, affonda le sue radici nella concezione stessa dello Stato e dei suoi principi essenziali. Se escludiamo l'ipotesi di abolizione dei servizi e delle strutture di gestione del segreto, occorre addentrarsi nella non facile strada del radicale cambiamento intervenendo in tutti i settori dove si sono manifestate carenze a partire da quella che è stata la pratica esclusione del Parlamento da ogni possibilità di controllo."
Vediamo alcuni articoli di quella proposta di Legge sul segreto:
- art.1) Informazione al Presidente della Repubblica.
Il Capo dello Stato deve essere informato dal Presidente del Consiglio dei Ministri su tutte le questioni relative alla sicurezza dello Stato e in particolare sulle questioni per le quali il Presidente del Consiglio ha opposto il segreto di Stato. Quanto sopra anche in relazione al fatto che il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio Supremo della Difesa.
- art.2) Responsabilità dei Presidenti delle Camere.
I Presidenti delle Camere riceveranno dai Presidenti del Consiglio e conserveranno i rapporti sulle motivazioni dell'opposizione del segreto di Stato fatte dal governo.
- art.3) Responsabilità del Presidente del Consiglio congiuntamente con il Consiglio di Gabinetto.
Il Presidente del Consiglio impersonifica l'Autorità Nazionale di Sicurezza, incarico che può delegare a un alto funzionario non facente parte dei Servizi di Sicurezza. Il Presidente del Consiglio ha la responsabilità dell'opposizione del segreto di Stato nel caso si manifesti questo problema. Ma a tal fine deve consultare il Consiglio di Gabinetto operante nelle vesti di Comitato Interministeriale per la Sicurezza di cui fanno parte i Ministri della Difesa, Esteri, Interno, Industria, Commercio con l'Estero, Finanze, Funzione Pubblica. In relazione ad ogni richiesta che gli perviene in merito ad opposizione del "segreto di Stato", il Presidente del Consiglio dovrà appurare le cause, le motivazioni, il contesto, i danni che potranno essere provocati dalla violazione del segreto, ma anche quelli che possono essere provocati dal mantenimento del segreto.
L'opposizione del segreto non è consentita per fatti che riguardano:
a)terrorismo
b)mafia
c)eversione all'ordine costituzionale
d)costituzione di banda armata
e)costituzione di apparati clandestini
f)operazioni di insorgenza e controinsorgenza
g)reati contro la pubblica amministrazione
h)gravi inquinamenti ecologici
i)traffico di armi e materiale esplosivo
l)accordi internazionali
m)appartenenza a logge coperte o segrete.
(...)
- Art.7) Criteri per la concessione dei nullaosta di segretezza.
I criteri di concessione dei nulla osta di segretezza (NOS) devono essere resi pubblici. Ogni persona interessata ad avere il NOS deve, in caso gli venga negata la concessione, poter conoscere il motivo del diniego.
(...)
-Art.8) Estensione temporale del segreto.
La massima "durata" della classifica di segretezza sui documenti non può superare i 20 anni.
Dopo tale periodo i documenti diventano di pubblico dominio.
Gli archivi militari e gli uffici storici delle Forze Armate e del Ministero degli Esteri non possono protrarre per oltre 20 anni il divieto di presa di conoscenza della documentazione in loro possesso.
(...)
- Art.10) Secretazione e dissecretazione.
Tutti gli enti originatori di documenti classificati dovranno conservare su apposito registro la documentazione di appoggio che motiva la classificazione del documento dopo una attenta valutazione della utilità della classificazione e degli inconvenienti che ne derivano. La documentazione dovrà essere approvata dal responsabile dell'ente che appone la classificazione.
All'inizio di ogni anno, entro il 30 gennaio, l'Autorità Nazionale di Sicurezza dovrà prevedere attraverso le sue diramazioni organizzative a verificare che ogni ente, originatore di documenti classificati, valuti la possibilità di abbassare la classifica dei documenti o declassificarli.
- Art.12) Pubblicazione di accordi internazionali.
In base all'art.80 della Costituzione non sono ammissibili operazioni di "diplomazia segreta".
Pertanto gli accordi internazionali classificati segreti e datati di oltre 20 anni debbono essere resi pubblici.Tra questi:
- gli accordi del 1957 per la concessione della base navale di Sigonella.
- gli accordi del 1959 per la installazione dei missili Jupiter a testata nucleare.
- gli accordi del 1972 per la cessione della base dei sommergibili nucleari della Maddalena.
- gli accordi per la base dei missili Cruise a Comiso.
-Art.13) Dichiarazione richiesta al personale impegnato nella disciplina del segreto.
Gli appartenenti al SIU, i componenti del comitato interministeriale CII, i dipendenti dell'Autorità Nazionale di Sicurezza, debbono dichiarare se appartengono a partiti politici, associazioni, comitati, società di qualsiasi genere e con qualsiasi finalità e se vi abbiano appartenuto nei 5 anni precedenti all'assunzione dell'ufficio e dell'incarico.
Il Presidente del Consiglio stabilirà la compatibilità o incompatibilità con l'incarico.
Non elenchiamo tutti gli articoli, ma i pochi passi riportati bastano a dare l'idea di un livello di civiltà, nell'elaborazione, al quale non sembra essere pervenuto l'On. Frattini nel suo progetto di riforma.
Ricordava Accame che il fatto, tra il tragico e il grottesco, del segreto all'italiana, è che il segreto è così segreto che coloro che lo possiedono finiscono per non sapere in che cosa consista.
D'altronde, ne abbiamo parlato tante volte, dei limiti invalicabili, dei "divieti di intrusione", come "mine metaforiche" che servono a proteggere la società militare da ogni controllo civile, facendo in modo che nessun sistema di controllo politico possa controllare l'apparato militare, laddove viene posta la barrier del segreto.
Credevamo di aver già toccato in passato tutti i livelli di guardia e di preoccupazione per quanto riguarda "il segreto" custodito dai servizi segreti.
Ora si supera veramente ogni limite: si tenta di definire legittimo ciò che è per definizione illegittimo.
Non ci hanno insegnato proprio nulla le stragi, i "servizi paralleli", Ustica e la "Falange Armata"... ora il Governo si dichiara pronto ad estendere i margini di autonomia e di copertura dei servizi segreti: evidentemente le deviazioni del passato, le vergogne, i morti, non sono stati un monito sufficiente.
Dice ancora Falco Accame: "Per i rappresentanti dei servizi il segreto è -come ci ricorda il Generale Serravalle nel suo libro su Gladio- irrinunciabile, ma spesso è fatto di deviazioni, perché la deviazione nell'orbita delle strutture occulte, "serve meglio gli interessi del Paese".
Del resto, come insegna Bobbio, se il segreto appartiene all'essenza del potere, la deviazione appartiene all'essenza del segreto".

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