Che cos'è Archivio '900

«Io so»

Documento aggiornato al 13/12/2006
Archivio '900 è un archivio storico digitale. Vuole aiutare a capire il contesto storico e politico in cui si vive e sul quale si tenta di agire. La distrazione con cui le giovani generazioni scavalcano la storia anche recente del nostro Paese è emblematica certo di una superficialità ma anche di un disagio: quello di una storia amara e violenta, difficile da raccontare in un tempo in cui molti hanno perso il gusto di raccontarla.

Da qui parte l'avventura mediatica di Archivio '900, un portale web dedicato alla storia del '900 appunto, con una piccola pretesa: far crescere il web fino a renderlo uno strumento tecnologicamente avanzato, un veicolo autentico di cultura, impegno civile e sociale.

Parafrasando Orwell potremmo dire che nel secolo dell'informazione il nostro intento è quello di dare una mano a tutti a "controllare" il proprio presente, poichè solo così è possibile controllare il passato, senza teoremi e revisionismi: e chissà se, in questo modo, il futuro non sembri un po' meno buio.



Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.

Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).

Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.

Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.

Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti.

Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...

Dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974 col titolo
"Che cos'è questo golpe?"





Era il 14 novembre del 1974 quando Pasolini, sulle colonne del Corriere della Sera, scriveva di sapere. Diceva di conoscere i motivi dei golpes e delle stragi, i nomi dei mandanti e degli esecutori, di aver compreso le strategie e le fasi della tensione che anche in quell’anno maledetto, carico di violenza e di morte, avevano contaminato intimamente la vita politica, la vita sociale e quella privata di ogni italiano. Anni quelli in cui la quotidianeità fatta di bombe e assassinii faceva paura a molti; mentre ad altri, molti pure quelli, quella quotidianeità sembrava solamente lo stretto vicolo del presente che porta alla grande piazza del domani: ed eccoli li, in tanti, sempre di più, proprio nelle piazze a gridare il loro dissenso ed i loro sogni. Tutti comunque troppo ignari o ignoranti di quella insinuosa trama eversiva che sembrava ora vacillare ora aver raggiunto il suo apice.

E' in questo clima ma soprattutto contro questo clima che Pasolini leva la sua voce e la sua penna, con decisione. Scrivendo nero su bianco frasi lucide e taglienti vuole turbare e scuotere a modo suo quell’equilibrio precario e artificioso, delineato vent’anni prima sui tavoli di Yalta e sottoscritto nel nostro paese a partire dagli anni ’60 col sangue di molti, troppi uomini. Le sue parole si insinuano in una aria resa pesante tanto dai lacrimogeni quanto dai sogni confusi di una generazione. Un sistema politico in crisi, una società confusa, una violenza diffusa e spietata: è un paese governato eppure ingovernabile, è una rivoluzione attesa eppure impossibile, è la strategia della tensione. Pasolini intuisce che per resistere in quegli anni, per non caderne vittima o esserne complice, occorre avere un pensiero forte, un’idea chiara, in grado di vincere la paura e la distrazione.

Pasolini dice ciò che pensa sia giusto dire e per questo viene processato, isolato, ucciso. E' la parabola profetica di tanti che prima e dopo di lui hanno provato ad tracciare un sentiero di intelligenza ed umanità in un secolo tanto breve quanto tremendo. Coloro che oggi vogliono tener viva la memoria di quegli anni bui a uomini come lui devono molto, moltissimo. Cosa ci chiederebbero oggi questi uomini, sognatori, uomini di fede, intellettuali, poveri cristi che hanno provato ad illuminare con l'olio carissimo che scorreva nelle loro spesso giovanissime vene questo buio novecento? Cosa ci chiederebbe oggi Pasolini? Forse semplicemente di rileggere quello che scrisse trent’anni fa e, questa volta, di ascoltarlo.

Sono passati tanti anni da quel lontano 1974. Intellettuali, magistrati, giornalisti, politici e semplici cittadini hanno trovato nel tempo la lucidità ed il coraggio per “seguire ciò che succede (…), per mettere insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico (…)”, certo ciascuno a modo suo ma poggiando tutti il proprio lavoro sulla solidità di prove, di confessioni e ricostruzioni storiche, su quello che Pasolini insomma non aveva e non poteva avere.

Le aule dei tribunali, la tenacia dei familiari delle vittime, le pagine di alcuni giornali, lo studio fedele di alcuni storici, hanno fatto decisamente luce sui cosiddetti “misteri italiani”. Intorno a questa ultima espressione poi, semanticamente felice quanto di fatto fuorviante, conviene a mio avviso spendere qualche parola. Se rivolgiamo lo sguardo alla storia del nostro paese dal secondo dopoguerra ad oggi, ci accorgiamo che di misterioso, in fondo, resta ben poco. Le vicende tristi che ci hanno accompagnato fedelmente, mano nella mano, fino alla caduta del muro e ancora dopo hanno dei volti noti, molti ancora in vita, uno contesto politico-sociale chiaro, insomma sono storia.
Se esiste ancora qualcosa che turba le nostre riflessioni quel qualcosa è il presente, per non parlare del futuro. Già perché a ben vedere oggi i conti a molti non tornano. Sussistono infatti domande aperte, questioni apparentemente senza risposta, che molestano tutti, nessuno escluso. Aleggiano ancora spiriti, sedute spiritiche, e ombre; si aprono ancora intercapedini nei muri dalle quali escono pallide verità; si levano ancora voci maliziose e omissive.
Archivio ‘900 nasce così, da una domanda, anzi da tante domande, per le quali non c’è una risposta chiara, ben definita ma solo una sfida da raccogliere, un teorema da seguire, direbbe Pasolini.
Archivio '900 non per archiviare un secolo ma per sistemare fatti, idee, persone, tragedie, speranze, sogni, passioni, rancori, oppressioni. Perchè dalla verità della storia possa nascere quella riconciliazione di cui tanto si parla ma per cui poco si lavora. Perchè da un viaggio lungo un secolo si possa uscire con la ferma convinzione che i fantasmi non esistono. E soprattutto che mai esisteranno.

L’idea di un portale web dedicato allo studio e all’approfondimento della storia italiana del secondo dopoguerra è maturata circa dieci anni fa, al termine di un anno strano: il 1993. Erano trascorsi pochi mesi da quell’ultimo revival stragista, quando le bombe “mafiose” di via dei Georgofili e Via Palestro insanguinarono nuovamente il bel paese. L’estate di quello stesso anno conobbe poi un vero e proprio “raccolto rosso”. Cosa Nostra in concorrenza con coloro che ci ostiniamo a chiamare mandanti occulti spezzarono la vita di molti uomini dello stato, colpevoli anche loro, come Pasolini, di sapere ma di non avere prove, non abbastanza almeno.

Altri fatti, geograficamente lontani ma vissuti intensamente dagli autori di questo sito, ci spinsero a riflettere e fecero scattare più di una molla. Il 13 Novembre 1993, in Somalia, trovava la morte l'ennesimo soldato italiano caduto sul campo, il maresciallo del SISMI, Vincenzo Li Causi, siciliano, membro attivo di Gladio e profondo conoscitore dei rapporti intercorsi tra Italia e Somalia negli ultimi venti anni. Pochi mesi dopo il suolo somalo fu nuovamente insanguinato dall’uccisione dei due giornalisti italiani Ilaria Alpi e Miran Rhovatim, che su quei rapporti stavano gettando luce. Morti strane, solo apparentemente slegate, come verrà poi dimostrato. Il pentolone della malacooperazione stava per essere scoperchiato. Ci aveva provato dieci anni prima Mauro Rostagno, ma anche lui, come sappiamo, fu fermato giusto in tempo. L’Italia per la prima volta dalla fine della seconda guerra si trovò coinvolta in prima fila in una operazione di peace keeping, nota con il nome enfatico di “Restore Hope” creata per riportare appunto speranza alla popolazione somala, letteralmente strangolata da un conflitto sanguinoso. Questa operazione suscitò speranze in tutto il mondo grandi almeno quanto lo sdegno che seguì il suo clamoroso fallimento. Come si può aiutare un paese dopo che per anni lo si è riempito di armi e rifiuti tossici sotto la bandiera santa degli aiuti allo sviluppo? Chiedendo in anticipo scusa per la retorica, giurerei che la storia sa dare ragione ma anche torto. Al nostro paese ha dato torto. Anche la nostra intelligenza è stata sconfitta.

"Nessuno può scrivere la storia del ventesimo secolo allo stesso modo in cui scriverebbe la storia di qualunque altra epoca", scrive Hobsbawm, ed ha ragione. Abbiamo voluto provare a seguire il suo consiglio ed eccoci qui. Archivio ‘900, tutta un’altra storia: in altre parole, tutto un altro modo di farla rivivere questa storia, quasi in tempo reale, a 360 gradi attraverso immagini, suoni, testimonianze, interviste ai protagonisti e soprattutto attraverso una serie di strumenti unici e di grande potenzialità: l’indice delle sigle delle principali formazioni eversive del nostro secolo. L’indice dei nomi dei protagonisti a tutti i livelli della storia dal secondo dopoguerra ad oggi. Entrambi ovviamente costruiti con particolare attenzione verso le dinamiche italiane.

Ben visibile nella Home Page c'è uno spazio chiamato "Finestre sul ‘900 italiano"; questo vuole essere un po’ il cuore del nostro archivio. Un cuore fatto da tante finestre che vogliamo lasciare deliberatamente aperte, sempre. Partendo dal testo redatto nella XII legislatura dalla Commissione Bicamerale sul Terrorismo, maggiormente nota come commissione stragi, abbiamo preso spunto e coraggio per compiere un vero e proprio viaggio a ritroso negli ultimi 50 anni della nostra storia.

Abbiamo scoperto tante cose. Avendo paura di dimenticarcele, le abbiamo messe nero su bianco. L'attenzione con cui i nostri lettori ci hanno seguito fino ad oggi ci conforta e ci spinge ad andare avanti.




5 maggio 2005
Annotazioni − La redazione di Archivio ‘900 e Archivio Stampa sottolinea dunque che i documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori del sito stesso che si sono limitati a raccoglierli come strumento di studio e di analisi.

Citazioni


Friedrich Cramer
Ogni tessuto è una fitta rete ordita con intreccio sapiente: se poi vorrò disegnarvi un bel motivo, ogni filo dell'ordito dovrà trovarsi al suo posto esatto, e lo stesso vale per il progetto della trama, sul quale occorre riflettere con massima cura. Ecco dunque che, per mettere tutto in ordine, mi son fatto il mio progetto: se non avessi in testa il mio progetto, se lo immagina che intrigo spaventoso ne sortirebbe? L'odrine è la prima cosa, perlomeno nel mestiere del tessitore!

Tratto da "Caos e ordine. La complessa struttura del vivente".
 
Cos'è Archivio900?
«Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)»... [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Dossier
Finestre sul '900 italiano
Biblioteca
• Emeroteca
• Mediateca
Indice dei nomi
Indice delle sigle
Elenco delle fonti
Notizie dalla storia
• Cronologia '900
Citazioni
• Parole chiave '900
Directory degli articoli
News
Download area
Link
Collabora con noi
Notizie dalla storia
Notizie dalla storia
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2017
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0