Da Aljazira del 12/07/2005
Originale su http://www.irib.ir/worldservice/italyRADIO/default.htm

John Kleeves sugli attentati di Londra

Intervista a John Kleeves della Radio satellitare iraniana in lingua italiana ( HotBird 3, 13° Est, 12.437 Mhz, H ); argomento: attentato a Londra del 7 luglio 2005.

di John Kleeves

Articolo presente nelle categorie:
Il mondo in guerra: ieri, oggi, domaniOggiTerrorismo internazionale
Domanda 1 : Dottor Kleeves, cosa pensa dell’attentato avvenuto a Londra lo scorso giovedì 7 luglio 2005 ?



Risposta 1.



E’ un attentato molto simile a quello di Madrid dell’11 marzo dello scorso anno. Nella capitale spagnola esplosero simultaneamente varie bombe, piazzate in treni e stazioni ferroviarie, che provocarono un totale di 200 morti e 1400 feriti. A Londra ad esplodere simultaneamente sono stati degli ordigni posti in carrozze della metropolitana e in almeno un autobus di superficie, che hanno causato 700 feriti e un numero di morti calcolato per il momento in 70 ma destinato sicuramente ad aumentare. Anche l’ora degli attentati è simile, collocata in entrambi i casi verso le 8.30 del mattino, quando operai e impiegati si recano al lavoro. Anche il giorno : in entrambi i casi era un giovedì, un giovedì lavorativo.

Attentati di questo genere, così complessi e insieme così ben studiati e puntualmente eseguiti, non sono alla portata di gruppi terroristici “ privati “, nati e cresciuti al di fuori di strutture in qualche modo ufficiali, ma possono essere realizzati solo dai servizi segreti di una qualche Nazione, o di più Nazioni allo scopo associate. Per queste operazioni i servizi segreti possono agire in due modi : o in prima persona oppure infiltrando un ignaro gruppo terroristico “ privato “, che inducono all’azione fornendogli il necessario, cioè il danaro, le armi e gli esplosivi con i relativi accessori, e soprattutto fornendogli le informazioni esclusive sugli obiettivi.

Così ad organizzare questi attentati di Madrid e Londra è stato sicuramente un governo, o i governi associati di più Paesi. Riuscire a convergere verso qualcuno in particolare non è come cercare un ago in un pagliaio. Infatti, non sono molti i Paesi che hanno la consuetudine di ricorrere a questi sistemi in tempi di pace. In passato si sono distinti in tal senso la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Turchia e la Francia, e forse qualche volta la Germania e la Russia. Negli ultimi decenni, e attualmente, si può dire che solo gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, Israele e la Francia ricorrono a questi sistemi. I Paesi più e più volte accusati dagli USA e dai loro alleati, e dai vari e variopinti pulpiti internazionali loro legati, di essere dei “ rogue States “, dei “ Paesi canaglia “ che fomentano il “ terrorismo internazionale “ e si macchiano di ogni altra infamia, sono al contrario completamente innocenti, e specie col terrorismo non hanno nulla a che fare. A dirlo non sono io ma è la storia e la cronaca : si leggano i libri e si vadano a rileggere i giornali degli anni e decenni passati e questa verità balzerà evidente.

Quindi i sospetti si riducono a USA, GB, Israele, Francia. Per focalizzare su quale o su quali di loro ( nel caso si sia formata una associazione ) non c’è che porsi la solita, vecchia ma generalmente infallibile domanda : cui prodest ? A chi l’operazione ha fatto comodo ? a chi l’attentato ha portato vantaggi ?

Nel caso dell’attentato di Madrid io, ragionando in questi termini, avevo concluso che il colpevole erano gli USA. Gli USA hanno alle spalle una storia lunghissima di covert operations realizzate sotto mentite spoglie, una storia cominciata così precocemente come nel 1773, con la faccenda del Boston Tea Party, quando alcuni ribelli coloniali americani travestiti da indiani buttarono a mare il carico di tè di un mercantile inglese, e poi continuata con l’impresa dei sedicenti coloni di Sam Houston che nel 1836 avrebbe fruttato la regione messicana del Tejas ( poi diviso in Texas, New Mexico, Colorado e Arizona ) ; una storia ripetuta con la costituzione di bande armate apparentemente locali cui far condurre le proprie guerre ( i Contras del Nicaragua, le AUC della Colombia, la Mano Bianca degli esuli cubani, gli Squadroni della Morte di un po’ tutta l’America Latina, la Al Qaeda dell’Afghanistan, l’UCK del Kossovo e della Macedonia, le bande della Cecenia, altri ) ; e una storia andata avanti con l’esecuzione di una miriade di attentati e omicidi politici compiuti strisciando nell’ombra di qualcun altro ( Mattei-Mafia, Moro-Brigate Rosse, M.L.King-Uomo squilibrato, John Lennon-Uomo squilibrato, H.M.Schleyer-Rote Armee Fraction, D’Antona-Brigate Rosse, Biagi-Brigate Rosse, altri ).

Non solo, ma gli USA hanno mostrato di apprezzare a tal punto i vantaggi dell’atto terroristico attribuito ad altri da essere arrivati a organizzare degli attentati contro se stessi, contro cittadini, beni e territorio degli USA stessi ! Di nuovo non sono io ma è la storia a dirlo, fornendo degli esempi davvero notevoli e incontrovertibili, riconosciuti da qualunque studioso animato da un minimo di obiettività : nel 1898 furono agenti del governo USA a far saltare la corazzata USS Maine e i suoi 160 uomini di equipaggio nel porto dell’Avana, ottenendo così il pretesto per dichiarare quella guerra alla Spagna che avrebbe fruttato Cuba, Guam e le Filippine ; nel 1915 furono i funzionari doganali americani a lasciar trapelare la presenza nelle stive del Lusitania di ingenti rifornimenti bellici per la Gran Bretagna, rendendo così la nave una preda ambita per gli U Boote tedeschi ; fu il presidente Franklin Delano Roosevelt in persona ( il buono e sofferente paralitico ), e il suo staff più intimo guidato dal gen. George Marshall, a provocare deliberatamente l’attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e a congegnare perché provocasse più morti possibile fra il personale americano, al solito scopo di avere il pretesto per la guerra.

E, ormai è certo, l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 è stato un autoattentato, organizzato dai servizi USA per avere la scusa di lanciare la “ guerra al terrorismo internazionale “, cioè in altre parole di partire alla conquista del pianeta cominciando con il Medioriente, il suo petrolio, e la sua collocazione strategica nei confronti di Russia e Cina. Ho detto che è certo essersi trattato di un autoattentato perché se ne sono ottenute le prove materiali ; ad esempio, è stato dimostrato con fotografie che l’11 settembre 2001 il Pentagono non fu colpito da un aereo di linea dirottato ma da un missile da crociera. In questo autoattentato sono periti circa 2700 cittadini statunitensi ; per gli ascoltatori della radio satellitare iraniana in lingua italiana che ci stanno ascoltando questo sembra incredibile, sembra un abominio impensabile, un crimine che nessuno mai si sognerebbe di compiere verso il proprio popolo, ma per combinazione è circa lo stesso numero dei soldati statunitensi morti a Pearl Harbor. L’abominio era già stato commesso una volta.

Di questa disponibilità statunitense all’autoattentato è rimasta addirittura una testimonianza scritta : il piano denominato “ Northwoods “, preparato dal gen. Lemnitzer nel 1962 e recentemente venuto alla luce in forma integrale, che prevedeva l’esecuzione di vari e alcuni assai efferati attentati terroristici contro cittadini e mezzi statunitensi dei quali incolpare Cuba e il solito “ malvagio “ Fidel Castro. Il piano, aggiungono le fonti USA, fu respinto dal presidente Kennedy : attendibile o no questa conclusione, questo “ lieto fine “ un po’ hollywoodiano, rimane il fatto che il piano fu preparato e ciò basta a testimoniare un cinismo intollerabile.

Nel caso dell’attentato di Madrid il cui prodest ? per gli USA stava nelle intenzioni. Eseguendo l’attentato di Madrid, o facendolo eseguire da chissà quale scheggia impazzita del sottobosco politico europeo o musulmano, gli USA agitavano lo spauracchio del terrorismo in Europa, contando che con ciò gli europei avrebbero rotto gli indugi e avrebbero seguito gli USA nella loro crociata mediorientale, spacciata appunto per crociata contro il terrorismo internazionale. In particolare e in concreto l’obiettivo era di affidare alla NATO la continuazione della guerra coloniale in Iraq, liberando così truppa americana per altre conquiste. Per quanto riguardava le elezioni politiche generali spagnole, che si sarebbero svolte tre giorni dopo, gli USA pensavano che il PPE dell’alleato Aznar avrebbe potuto trarre solo vantaggio da un attentato del genere, e anche in caso contrario il pronostico favorevole non si sarebbe sovvertito visto il vantaggio che i sondaggi assegnavano ad Aznar. Ma non andò così. Gli Spagnoli confermarono l’infallibile fiuto che li aveva tenuti fuori dalla prima e dalla seconda guerra mondiale : Aznar perse le elezioni nei confronti del socialista Zapatero, che come primo atto stabilì il ritiro del contingente spagnolo dall’Iraq. E ciò bloccò tutto il programma circa la NATO in Iraq.

In conclusione, a mio parere l’attentato di Madrid fu una covert operation andata male, che anzi aveva ottenuto un risultato contrario al previsto, una covert operation che aveva avuto un effetto boomerang, che aveva backfired. Non è una cosa così rara come si può pensare.

In ogni caso non ci sono alternative a questo scenario. Qualcuno potrebbe dire che l’attentato fu compiuto da qualcuno che voleva proprio quel risultato, il rovesciamento di Aznar, la vittoria di Zapatero e di conseguenza il ritiro della Spagna dall’Iraq e la paralisi della NATO nel teatro. E cioè che l’attentato fu compiuto non da chi voleva gli Occidentali in Iraq, come gli USA, ma da chi non li voleva, ad esempio la Russia, la Cina o l’Iran. Ma non è possibile. A parte che si tratta di Paesi che non seguono la prassi degli attentati terroristici, né palesi né covert, c’è da dire che se così fosse stato allora un attentato del genere si sarebbe ripetuto in ogni Paese europeo dove c’era una elezione sensibile sull’Iraq, perché così si sarebbe potuto determinare il risultato voluto, e invece ciò non si è verificato. Anzi, a dimostrazione del fatto che in Europa - ma credo si possa dire nel mondo - non esiste ciò che viene chiamato “ terrorismo islamico “, ognuno può constatare che in Europa dopo l’attentato di Madrid non ci sono stati attentati attribuibili agli islamici, come del resto non c’erano mai stati prima.



……………………………………..





Invece il primo attentato “ islamico “ in Europa dopo quello di Madrid è stato quello di Londra. Perché ?

Perché, appunto, non è un attentato terroristico islamico. E’ anche questo una covert operation, e anche questo - credo - è opera dello Zio Sam. Il cui prodest ? è chiaro e netto. In effetti, è lo stesso dell’attentato di Madrid : portare la NATO in Iraq. Vincere le resistenze della Francia e della Germania e porre senza remore la NATO alle dipendenze dirette degli USA. Gli USA non avevano certo rinunciato all’obiettivo, che è una tappa indispensabile, ineludibile, necessaria verso il dominio totale del pianeta.

L’obiettivo è in questi tempi ancora più pregnante, ancora più fatidico. In Europa si è sviluppato un braccio di ferro terribile fra Francia e Gran Bretagna, fra Chirac e Blair. Il nodo su chi comanda nella Europa Unita ( nella UE ) stando in Europa è venuto al pettine. Si è sempre saputo sin dall’inizio che l’alternativa era tra Francia e Gran Bretagna, perché sono gli unici due Paesi con armi nucleari, e cioè sono gli unici due Paesi che contano ; gli altri sono comparse, compresa la Germania nonostante la sua economia gigantesca. Ora appunto bisogna decidere, perché i Due Grandi hanno preso due strade divergenti nei confronti degli USA : la GB di totale e acritico appoggio, la F di aperto dissenso, addirittura di concorrenza ( vedi fra le altre cose la lotta per la supremazia aerea civile tra Airbus e Boeing, che in prospettiva può portare alla supremazia nell’aviazione militare : la F ha già messo in produzione il caccia senza pilota, mentre gli USA hanno difficoltà in proposito ). La GB vuole una UE da lei GB guidata alla piena sottomissione agli USA ; la F vuole una UE da lei F guidata e in concorrenza con gli USA.

Il momento è critico anche per l’accumularsi di due eventi : i referendum di Francia e Olanda che hanno respinto la Carta Costituzionale europea poche settimane fa, e l’inizio del semestre inglese alla presidenza europea. E’ una congiuntura esplosiva. Il referendum francese non è avvenuto per caso : è stato Chirac a volerlo, non per “ far decidere al popolo “ per democrazia, come ha detto e sperando che il popolo dicesse sì, ma per respingere la Carta sapendo e sperando che il popolo avrebbe detto no. In pratica Chirac tramite quel referendum ha fatto la seguente affermazione : o l’Unione Europea accetta la leadership della Francia ( messa in discussione da alcune recenti risoluzioni, come per l’ammissione della Turchia e il boicottaggio dell’esercito autonomo europeo ) o l’UE non si fa. E ora alla presidenza dell’UE c’è, per i prossimi sei mesi, Tony Blair, che ha già dichiarato che il suo scopo è di aggirare, di sovvertire, di annullare gli effetti del referendum francese.



Solo pochi decenni fa per un dissidio del genere in Europa sarebbe scoppiata una guerra.



E sono interessati alla vicenda anche gli USA. C’è da crederci : in Europa si sta svolgendo ora un confronto che per loro vale il dominio del Pianeta.

Chiaro che gli USA non si fermeranno di fronte a niente. E neanche la GB si fermerà di fronte a niente : per stabilire la supremazia della GB in Europa la dirigenza inglese non ha esitato a scatenare prima la prima e poi la seconda guerra mondiale. Un grande attentato in Inghilterra, quasi sicuramente a Londra, probabilmente era stato studiato da molto, forse dall’indomani dell’attentato fallito di Madrid : la riunione del G8 a Glenneagles, in Scozia, è servita per dargli l’approvazione finale.

E’ stato Blair informato ? Ha dato il suo assenso alla strage londinese ? Chissà, ma in ogni caso non era necessario : da tempo Blair sa a che gioco si sta giocando ; non lo sapesse non ricoprirebbe il posto che copre. Lo stesso si può dire della signora regina Elisabetta e degli esponenti della più interna cerchia del potere inglese.

Vale la pena di osservare che anche nell’attentato di Londra, come in quello delle Torri Gemelle e in quello di Madrid, le vittime sono state in maggioranza dei poveri pendolari, spesso degli immigrati senza cittadinanza ( nella strage di Madrid su 200 vittime 90 erano immigrati romeni ). In effetti questi attentati sembrano proprio essere stati studiati per essere essenzialmente degli eventi mediatici, col più alto rapporto possibile fra risonanza politica e danni umani, specie danni umani nella parte più “ pregiata “ della popolazione, quella appartenente all’establishment. Al proposito si può anche osservare che se veramente gli autori dell’attentato fossero stati degli islamici animati da malanimo nei confronti degli europei, non avrebbero scelto per le esplosioni quei luoghi e quell’orario ; semmai avrebbero pensato a stadi di calcio affollati, o concentrazioni equivalenti di folla inerme e possibilmente pregiata, come nelle tribune dei concorsi ippici.



Comunque, avvenuto l’attentato, Blair si è comportato proprio secondo il copione che l’ottica sin qui seguita avrebbe suggerito. Ha pungolato l’orgoglio inglese, dissuadendo in via preventiva la popolazione dal chiedere un ritiro dall’Iraq. Hanno aiutato in ciò le disposizioni date in precedenza durante le esercitazioni di nascondere i brandelli umani sparsi dietro tende istantaneamente innalzate sui luoghi, il divieto di trasmettere immagini di feriti agonizzanti e di trasmettere interviste con sopravvissuti particolarmente scossi : si sono visti in effetti alla televisione solo volti insanguinati, ma integri e in buono spirito : people wounded but with grace. Nel contempo Blair ha soffiato sul fuoco dell’allarmismo : dal giorno dell’attentato si sono succeduti incalzanti e continui gli allarmi bomba a Londra e in altri luoghi come Birmingham, tutti rivelatisi infondati. E’ la tipica combinazione di rassicurazioni ( niente crudezze in vista sui media, cioè : non ci sono reali pericoli da fronteggiare ) e di psicosi allarmistica che mira a far accettare ai popoli una guerra assai pericolosa. Poi Blair ha invitato l’UE a rinserrare i ranghi contro il “ terrorismo internazionale “, implicitamente invitandola anche ad accettare la leadership inglese naturalmente, una nomina oramai d’obbligo visti i danni subiti. Ha alluso a nuove iniziative da prendere in sede comunitaria ( e il presidente Barroso ha annunciato proprio oggi martedì 12 luglio che sarà approvato domani un nuovo pacchetto di misure comunitarie contro il terrorismo ), ha cominciato a parlare di NATO. Per quanto riguarda l’Iran, Blair aveva minacciato questo Paese solo pochi giorni prima, quando lo aveva ammonito a non sottovalutare la determinazione inglese a privarlo della tecnologia nucleare, il che è poco meno di una dichiarazione di guerra. Probabilmente verrà scoperto qualche iraniano fra i sospetti attentatori. Già mi pare che ci sia un siriano.



Mi si lasci un’ultima considerazione su Bush e Blair. Sono due poveri uomini patetici, due patetici capi di due patetici Paesi senza spirito e senza futuro. Questi Paesi ebbero un’epopea durante la seconda guerra mondiale. Fu un’epopea in gran parte falsa e frutto di circostanze, ma in ogni caso l’effetto nel mondo fu grande. E ora tutto ciò che sanno fare è guardare a quelle glorie passate e cercare di riprodurle : Bush cerca di fare rivivere il mito di Pearl Harbor ( che fu falso, ripeto, ma la gente non lo sa ), il mito dell’America attaccata proditoriamente che reagisce e alla fine vince, e Blair rifà il verso a Churchill e al suo famoso discorso sulle “ tears and blood “, le lacrime e sangue che precederanno l’immancabile vittoria ; fra poco saluterà con le dita a V. Da qui si vede che sono due Paesi che sembrano sulla cresta dell’onda ma che invece sono finiti, che tra breve saranno travolti dall’umanità in movimento.





Domanda 2 : Dottor Kleeves, lei individua un ruolo di Israele nella vicenda ?



Risposta 2.



Israele è un Paese di secondo piano, anzi ancora meno che così. E’ una scelta, una strategia degli USA iniziata nel 1967, di spacciare Israele come eminenza grigia della politica estera USA. Gli USA in tale modo si nascondono dietro Israele, fingono di essere mal consigliati da una entità malevola, fingono di essere dei bonaccioni traviati da amicizie equivoche. Molti dei personaggi più esposti nella gestione del potere statunitense sono di origine ebraica, come oggi Brezinsky, Wolfowitz, Feith, Perle, eccetera e come ieri altri tipo la Albright e Kissinger, perché i Veri Americani che detengono il potere, che sono esponenti dei WASP ( White Anglo Saxon Protestants ), vogliono creare l’apparenza di una certa situazione che in realtà non c’è. Se si studia la storia della diaspora ebraica si vede che questa situazione si è ripetuta molte volte, sia per la disponibilità oggettiva degli ebrei, cioè la loro presenza come corpi estranei nella varie società, che per la loro disponibilità soggettiva a fare da parafulmini, magari per vanità, e anche per bramosia perché ci sono vantaggi materiali nel ruolo.

Così, è vero che Israele figura assieme agli USA in quasi tutti i loro malaffari mondiali, e va da sé in quelli mediorientali, ma ricoprendo il ruolo del gregario e non quello del caposquadra. Non bisogna lasciarsi ingannare : chi comanda sono gli USA, e da loro vengono i problemi. Anche se naturalmente chi approfitta tanto della loro protezione, come fa senza ritegno Israele, ha le sue colpe.

Per quanto riguarda gli autoattentati può anche darsi che i servizi israeliani abbiano giocato un ruolo di supporto, anche se sarebbe strano che gli americani si siano fidati di loro per cose tanto delicate. Per l’autoattentato delle Torri Gemelle di New York è documentata una presenza dei servizi israeliani, però non si sa a quale titolo. Sicuramente erano al corrente dell’attentato prima che avvenisse, ma non è certo che ne conoscessero la vera logica. Forse hanno anche rischiato di mandare tutto all’aria perché hanno pensato di avvertire gli ebrei che lavoravano alle Torri di stare a casa quel giorno.

In sostanza, ciò che voglio dire è che mi sembra sbagliato pensare che gli attentati di New York, Madrid e Londra, o uno o due di loro, siano stati organizzati o pilotati dai servizi israeliani allo scopo di dirigere l’ira USA verso certi Paesi vicini che Israele vuole vedere distrutti. Gli USA non sono così babbei, e neanche lo è la Gran Bretagna, e Israele non potrebbe evitare una punizione micidiale. So che invece la credenza nella onnipotenza dell’ebraismo mondiale è molto diffusa, e che molti pensano che il mondo sia diretto a forza di diabolici complotti ebraici. Mi sembra un grave errore di prospettiva, che distoglie l’attenzione dai veri congiurati ed ostacola alla fine la soluzione dei problemi.

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