Da La Repubblica del 25/11/2006

Paura per le radiazioni, riunito il Gruppo Cobra per la sicurezza

Inghilterra, allarme nazionale

il caso litvinenko Le possibili conseguenze del polonio 210 al centro della riunione del massimo organo per le emergenze Scotland Yard ha passato al setaccio tutti i luoghi toccati da Litvinenko: ovun

di AA.VV.

LONDRA - Quando si riunisce il Gruppo Cobra, significa che la sicurezza nazionale della Gran Bretagna è in pericolo o che questioni militari di estrema gravità richiedono un dibattito al vertice, segreto, ristretto. E il Gruppo Cobra, massimo organismo di sicurezza del governo britannico, si è riunito ieri pomeriggio, presieduto dal ministro della Difesa John Reid. Il motivo non viene rivelato, del resto nemmeno la composizione del Cobra e le modalità delle riunioni sono di dominio pubblico. Ma le indiscrezioni confermano che il tema dell' incontro è stato la morte di Aleksandr Litvinenko. O meglio: la notizia che a uccidere l' ex-agente del Kgb è stata una sostanza radioattiva, il polonio 210. Così, mentre squadre anti-terrorismo di Scotland Yard cominciano a passare al setaccio tutti i luoghi in cui Litivinenko si trovò il primo novembre, giorno in cui si è sentito male, e trovano tracce di radioattività dovunque, nel ristorante giapponese in cui pranzò, nella sala d' albergo in cui prese il tè, nella sua abitazione, di colpo una classica spy-story diventa qualcos' altro: un attacco con sostanze radioattive, in pratica con armi non-convenzionali, sul suolo della Gran Bretagna. Un caso «senza precedenti» nel Regno Unito, come sottolinea la Health Protection Agency. Il primo risultato di questa svolta, per quanto le autorità di Londra cerchino di occultarlo, è la paura. Con le radiazioni non si scherza. Dal primo novembre fino al sedici, giorno in cui si fece ricoverare in ospedale comprendendo di essere vittima di qualcosa di ben più serio di un' influenza, Litvinenko era inconsapevolmente diventato una piccola bomba sporca con le gambe. Dovunque è andato, potrebbe avere sparso radiazioni e contagiato gente: dalla toilette di un bar in cui ha fatto pipì alla tazzina di caffè in cui ha bevuto, a tutti gli uomini, donne, bambini che può avere abbracciato o baciato. Ciò spiega la fretta con cui Scotland Yard ha srotolato metri di nastro giallo attorno alla sua residenza, al ristorante Itsu, all' Hotel Millennium. L' imperativo è limitare i danni, ridurre il rischio di contagio, tranquillizzare l' opinione pubblica. Il secondo aspetto della scoperta del polonio 210 come "arma del delitto" è una possibile crisi internazionale. Se il Cremlino, o l' Fsb successore del Kgb, o elementi esterni legati in qualche modo al potere di Mosca, o la mafia russa, o chiunque altro, ha sparso radioattività per le vie di Londra allo scopo di eliminare Aleksandr Litvinenko, il governo britannico non può far finta di niente. L' avvelenamento dell' ex-spia diventa un attacco al Regno Unito. Un attacco con armi non convenzionali. Questo spiega perché ieri a Downing Street si è riunito il Gruppo Cobra, che viene convocato solo in circostanze eccezionali, come l' attentato nel metrò di Londra del luglio 2005. E spiega anche perché, dopo giorni di silenzio, ieri il Foreign Office britannico abbia convocato l' ambasciatore russo a Londra per dirgli che la faccenda è «seria» e che il governo di Sua Maestà si attende da Mosca «massima collaborazione» e tutte le informazioni possibili. Come dicono gli esperti, il polonio 210 non è un «veleno» che si compra al supermercato: è roba da industria nucleare, da forze armate, da servizi segreti. Ma fino a che punto Tony Blair oserà indagare sul suo amico Vladimir Putin, detentore di quel gas di cui tutta Europa ha bisogno per riscaldarsi?

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