Da La Repubblica del 02/12/2006

è contaminato dal polonio Scaramella ricoverato a Londra

L' italiano pranzò con Litvinenko il giorno dell' avvelenamento Non mostra sintomi, e non appare in

L' italiano pranzò con Litvinenko il giorno dell' avvelenamento Non mostra sintomi, e non appare in pericolo di vita ma ha bisogno di terapie

di Enrico Franceschini

Nel giallo della morte per radioattività, c' è un secondo uomo contaminato: ed è un italiano. Mario Scaramella, il 36enne ex- consulente della Commissione Mitrokhin che il primo novembre scorso incontrò l' ex-colonnello del Kgb Aleksandr Litvinenko in un ristorante giapponese di Piccadilly, porta in corpo polonio 210, la medesima sostanza ma in una dose «considerevolmente più bassa» di quella che ha ucciso Litvinenko. Giunto in Inghilterra all' inizio della settimana per farsi interrogare da Scotland Yard, Scaramella si era sottoposto nei giorni scorsi a una serie di analisi. I risultati sono arrivati ieri: benché non mostri sintomi, e dunque non sembri malato, l' esperto di scorie radioattive (e di molto altro a giudicare dal suo lungo curriculum) risulta affetto da «un quantitativo di polonio che mette in pericolo immediato la sua salute», afferma la Health Protection Agency. Ciò ha indotto le autorità britanniche a ricoverarlo in ospedale: verso sera un' ambulanza lo ha portato all' University College Hospital, lo stesso in cui il 23 novembre è deceduto Litvinenko. Anche quando non provocano effetti nel breve termine, notano i sanitari, le radiazioni possono causare malattie come cancro e leucemia ad anni di distanza. Il Regno Unito ha immediatamente comunicato la notizia al governo italiano, indica un portavoce di Downing street. «Chiaramente, a questo punto c' è anche un' altra pista che gli investigatori devono seguire», ha dichiarato il portavoce. «Abbiamo informato il governo italiano perché dovrà prendere delle misure. Per esempio, riguardo agli aerei, perché Scaramella lasciò la Gran Bretagna in aereo». Dopo il pranzo con Litvinenko nel sushi-bar Itsu di Piccadilly, infatti, Scaramella rientrò in Italia con un volo Londra-Napoli della compagnia a basso costo Easy Jet; ed è tornato a Londra qualche giorno fa ancora con la Easy Jet da Napoli. Se la dose di polonio che portava dentro di sé era particolarmente alta, i luoghi e le persone che ha incontrato, inclusi i suoi familiari e i poliziotti che lo hanno interrogato negli ultimi giorni, potrebbero risultare contaminati. I familiari di Litvinenko, sottoposti agli stessi test di Scaramella, sono risultati ieri negativi: tranne la moglie, il cui livello di polonio è così basso da non richiedere ricovero ospedaliero. Questo dettaglio potrebbe aiutare la polizia a sciogliere gli ultimi dubbi su dove è avvenuto l' avvelenamento di Litvinenko, e forse anche su chi l' ha ucciso. Scaramella ha trascorso soltanto un' oretta con l' ex-agente del Kgb, mentre la moglie è rimasta con lui per tutte le settimane seguenti: la differenza è che l' ex-consulente della Commissione Mitrokhin si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, cioè nel sushi-bar, quando sul piatto dell' ex-agente del Kgb era stato appena nascosto un granello della letale sostanza radioattiva. L' italiano sarebbe dunque un "danno collaterale" dell' assassinio di Litvinenko? Sembra l' ipotesi più logica, eppure quest' ultimo ne aveva formulata una opposta sul letto di morte: raccontando di sospettare che fosse stato proprio «Mario» ad assassinarlo, perché al ristorante era «nervoso» e «non toccò cibo». Circola a Londra un terzo scenario, ancora più romanzesco: che Litvinenko avrebbe dovuto essere non la vittima principale bensì l' arma del delitto, una "bomba sporca con le gambe" con l' obiettivo di eliminare i "pesci grossi" detestati da Mosca, l' oligarca dissidente Boris Berezovskij e l' ex-ministro ceceno in esilio Akhmed Zakaev, contaminandoli con le radiazioni che portava in corpo, per una morte più o meno rapida. Di certo c' è che questo giallo anglo-russo-italiano somiglia sempre di più alla vecchia definizione di Churchill sull' Urss: «Un rebus, avvolto in un mistero, dentro un enigma».

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