Da La Repubblica del 02/12/2006

Guzzanti nella bufera l' Unione: si dimetta

Fini: 'La mia lettera? Forse l' ha scritta la segretaria' Andreotti: 'Una cosa odiosa contro Prodi' Forza Italia scende in campo e accusa la sinistra di depistaggio e attacco mediatico

di Carmelo Lopara

ROMA - Forza Italia adesso lo difende, «meglio tardi che mai» commenta lui, stizzito per il silenzio di Berlusconi e dei suoi. Ma il senatore Paolo Guzzanti è sotto accusa, la maggioranza chiede le sue dimissioni e invoca un' inchiesta parlamentare. Bisogna fare luce sull' intera operazione orchestrata all' ombra della commissione Mitrokhin per «sporcare» i leader del centrosinistra, da Prodi a D' Alema a Pecoraro Scanio, è la richiesta dell' Unione. A sorpresa, chiarezza la chiede anche l' ex vicepremier Gianfranco Fini, che dice di non ricordare ma di non escludere di aver scritto una lettera per accreditare all' estero l' ex consulente della commissione Mario Scaramella: «Potrebbe essere stata scritta dalla mia segreteria quando ero ministro degli Esteri, ma non lo ricordo». L' uccisione di Litvinenko, la contaminazione da Polonio 210 «sembra un film di spionaggio - ha commentato alla Bignardi su La7 - è una vicenda torbida sulla quale bisogna fare chiarezza». Nel giorno in cui un brivido ha sfiorato i parlamentari italiani alla notizia che i locali del Senato frequentati da Scaramella sono stati bonificati perché a rischio contaminazione (due giorni fa la stessa disinfestazione nelle aule del tribunale di Ischia dove l' ex consulente è giudice onorario), Guzzanti si è ritrovato sempre più al centro della graticola. Le intercettazioni via via pubblicate hanno reso la sua posizione sempre più complicata. La procura di Roma che indaga su Scaramella si appresta a chiedere alla giunta del Senato l' autorizzazione per utilizzare le intercettazioni che chiamano in causa il senatore. Ma lui, sferzante, alla notizia della querela in arrivo da Prodi ha risposto sicuro: «Lo faccia, sarà il processo del secolo. Si renderebbe un servizio alla verità e al Paese». Non teme per la sua salute, dopo le notizie piovute da Londra e incassa la solidarietà di Forza Italia. Non quella di Berlusconi. Ma l' intervento delle seconde file è stato comunque gradito. «Con grande ritardo - ha commentato - ma meglio tardi che mai». In sua difesa Tremonti, il coordinatore Bondi («Vergognoso attacco mediatico per l' eccellente lavoro svolto come presidente») e il suo vice Cicchitto, i soli ad alzare barricate nella Cdl. Mentre anche il senatore a vita Giulio Andreotti, membro della commissione, ha definito l' accaduto «una storia odiosa contro Prodi: come gli altri componenti non ho mai visto Scaramella, che era un consulente del presidente Guzzanti». Il centrosinistra incalza. Il leader ds Fassino vuole «sapere chi ha messo in campo una strategia della provocazione che attraverso Telekom Serbia e Mitrokhin ha colpito i leader del centrosinistra denigrandoli e destabilizzando la democrazia». Il ministro Pecoraro Scanio, vittima come Prodi del complotto, annuncia un esposto alla magistratura. Per il leader del Pdci Oliviero Diliberto «con il governo Berlusconi la libertà è stata molto in pericolo». E Russo Spena, Prc: «Guzzanti riferiva direttamente a Berlusconi e prendeva da lui disposizioni». Mentre i dipietristi invocano le dimissioni da senatore. Per tutti è l' ora che il Parlamento faccia piena luce. Il Copaco ascolterà Guzzanti e i vertici Sismi e Sisde. Intanto, attraverso il suo avvocato Sergio Rastrelli, Scaramella fa sapere di aver «svolto nella qualità di consulente attività legittime, solide nei riscontri e neutre nei fini». Gennaro Lettieri, difensore di due dei quattro ucraini accusati invece di aver attentato alla vita di Guzzanti e di Scaramella, chiede ora che il processo venga istruito da capo perché «l' ex consulente potrebbe aver concorso nel reato». Mentre l' avvocato Vincenzo Di Nanna, difensore di un terzo ucraino, ha invece rivelato di essere stato piantato all' improvviso dal suo assistito e di aver subito in seguito la ripetuta violazione della corrispondenza.

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