Nelle mani giuste

Edito da Einaudi, 2007
340 pagine, € 15,80
ISBN 8806185398

di Giancarlo De Cataldo

Quarta di copertina

Dall'autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca in cui siamo tuttora immersi. L'epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l'Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire "surreale", in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell'idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? Sta di fatto che a un certo punto l'idea si materializzò. Aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L'eleganza composta e distaccata della Loggia de' Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l'Italia, in fondo.

Descrizione
Un prologo mozzafiato ci introduce a questo nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo, una storia che comincia dove Romanzo criminale ci aveva lasciati: siamo in un casolare, nel cuore della campagna casertana, nell’estate dell’82. Assistiamo a un regolamento di conti che non concede scampo a Settecorone, un uomo del clan di don Raffaele Cutolo. Protagonista è Stalin Rossetti, uomo ambiguo e ex agente dei servizi segreti prima della caduta del Muro. In quella situazione, tra la vita e la morte, Rossetti incontra Pino Marino, un ragazzo, un “combattente nato”. E da quel momento lo arruola tra i suoi. La scena del romanzo poi si sposta, a dieci anni dopo: autunno 1992, l’anno nero e convulso di un’Italia sconvolta dagli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino, nel quale Cosa Nostra ha alzato il tiro. E’ crollato il Muro di Berlino e la politica è in fermento dopo la rivoluzione di mani pulite: c’è da riempire il vuoto di potere lasciato dal vecchio sistema dei partiti, e bisogna farlo alla svelta. Compaiono una serie di eroi negativi, e tante microstorie si intrecciano sulla scena di questo dramma collettivo: ci sono le “mattanze” e gli “ammazzamenti” di ‘u zu’ Cosimo, il capomafia cinico, spregiudicato e paziente che si muove in una Sicilia spettrale; c’è Nicola Scialoja, che ricopre il ruolo di cardine segreto tra Stato e criminalità organizzata, con il difficile compito di scendere a patti con la mafia. Con lui lavorano il carabiniere Camporesi e l’affascinante Patrizia, che però fa il doppio gioco e ha una relazione con Stalin Rossetti, il quale a sua volta stringe rapporti con Angelino Lo Mastro, un boss siciliano in ascesa.
De Cataldo non dimentica nessuno degli ingredienti per condire al meglio questa sua nuova, fantastica spy story: faccendieri, mafiosi, i contatti e i contratti tra lobbies di affaristi e l’alta politica, una serie di intrighi fantapolitici tra ex appartenenti a Gladio, ex senatori del Pci, giornalisti che da sinistra si riciclano a destra, industriali che ricordano i condottieri della Prima Repubblica e uomini della finanza. Ne emerge il ritratto a tinte fosche di un paese fondato sul ricatto e sulla violenza, in una storia sospesa tra misteri e passione, una metafora dell’Italia reale che, alla fine della lettura, pone una domanda (implicita nel titolo): dopo mani pulite, e il crollo della Dc, chi riconsegnerà l’Italia nelle mani giuste?

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