Da Gazzetta del Mezzogiorno del 23/07/2005

Mafia - «Congelati» beni Ciancimino

Sequestrati 10 mln € al figlio dell'ex sindaco di Palermo, condannato per mafia e morto pochi anni fa, Massimo Ciancimino e all'avvocato romano Giorgio Ghiron
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Storia del crimine organizzato in Italia1. Mafia
PALERMO - Duro colpo al "tesoro" dell’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, democristiano, condannato per mafia e morto pochi anni fa. Beni per 10 milioni di euro, costituiti da azioni, società, conti correnti e persino un appartemtno nel pieno centro di Roma, sono stati congelati dagli investigatori al figlio di "don Vito", Massimo Ciancimino e all’avvocato romano Giorgio Ghiron.
I beni congelati, secondo i magistrati della Dda di Palermo, e che sarebbe sfuggito negli anni Ottanta al giudice Giovanni Falcone, potrebbero portare dritto al vero "tesoro" di Vito Ciancimino, che in pubblica udienza aveva detto «che non è stata trovata nemmeno la metà» del suo patrimonio miliardario. Gli investigatori, che da mesi stanno indagando su Massimo Ciancimino, hanno congelato, dopo i primi sequestri, altri conti, società e rapporti bancari.
Il decreto di sequestro è del gip Gioacchino Scaduto, che ha accolto la richiesta dei pm della Dda che stanno indagando su Ciancimino junior. Sono stati proprio i Carabinieri a trovare, all’inizio di luglio, nello studio dell’avvocato Ghiron, una scrittura privata e una disposizione testamentaria scritta da Ciancimino prima di morire. Secondo i magistrati, il legale, amico dell’ex sindaco, sarebbe stato nel tempo «l’intestatario fittizio di beni appartenuti a Massimo Ciancimino e riconducibili certamente al patromonio occulto del padre Vito».

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