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Bertrand Russel
"Guerra come istituzione", La ricostruzione Sociale, Saggi, ed. Fabbri, Milano, 1967
Sarebbe cento volte meglio rinunciare agli agi materiali, al potere, al fasto e alla gloria esteriore che uccidere ed essere uccisi, odiare ed essere odiati, gettare via in un momento di pazza esaltazione lo splendido patrimonio dei secoli.
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Carlo Alberto Dalla Chiesa
La mafia non sarà mai sconfitta se non cambia profondamente la politica.
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Carlo Maria Martini
Potremmo dire che sulla parola "pace" non c'è pace, perché lungo i secoli della storia e ancora oggi essa viene intesa in maniere molto diverse, spesso restrittive. L'antichità classica considerava la pace semplicemente come una tregua tra due guerre, costituendo le guerre una condizione quasi permanente dell'umanità. Oppure si può pensare a una pace imposta con la forza delle armi, con la conquista, come avveniva al tempo dei romani. Nella versione più moderna, c'è la pace sicurezza, che è il risultato dell'equilibrio del terrore, delle forze che potrebbero annientarci e che, quindi, potenzialmente si elidono.
Nei suoi significati più profondi, la pace significa armonia: armonia dell'uomo con Dio, dell'uomo con il suo prossimo e dell'uomo con la terra. Questa è la visione biblica armonica dei primi capitoli del libro della Genesi. E, ancora, c'è la pace-comunione: comunione profonda di amore di Dio con l'uomo e degli uomini tra loro, che è la pace portata da Gesù.
La pace dunque è composta di tanti elementi, ha il suo culmine nella pace-comunione e tuttavia non trascura le altre realtà e le altre situazioni terrene. Proprio per questo, è necessario continuamente ripensarla, riproporla nei termini attuali, affinché non sia una semplice astrazione, una semplice ideologia.
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Cartesio
1596 - 1650
Chi vede come noi uomini siamo fatti e pensa che la guerra è bella o che valga più della pace è storpio di mente.
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Cesare Pavese
Ora che ho visto cos'è la guerra, cos'è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: "E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?" Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.
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Clausewitz
La guerra rassomiglia al camaleonte perché cambia natura in ogni caso concreto.
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Dal libro del Talmud
La pace è per il mondo quello che il lievito è per la pasta
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Don Lorenzo Milani
Certo ammetterete che la parola Patria è stata usata male molte volte.
Spesso essa non è che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo studiare la storia, dallo scegliere, quando occorra, tra la Patria e valori ben più alti di lei.
Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. E' troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa
Mi riferirò piuttosto alla Costituzione.
Articolo 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli...".
Articolo 52: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino".
Misuriamo con questo metro le guerre cui è stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia.Se vedremo che la storia del nostro esercito è tutta intessuta di offese alle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano obbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza. E poi dovrete spiegarci chi "difese" più la Patria e l'onore della Patria: quelli che obiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il mondo civile?
Basta coi discorsi altisonanti e generici.
Scendete nel pratico.
Diteci esattamente cosa avete insegnato ai soldati. L'obbedienza ad ogni costo?
E se l'ordine era il bombardamento dei civili, un'azione di rappresaglia su un villaggio inerme, l'esecuzione sommaria dei partigiani, l'uso delle armi atomiche, batteriologiche, chimiche, la tortura, l'esecuzione di ostaggi, i processi sommari per semplici sospetti, le decimazioni (...), una guerra di evidente aggressione, l'ordine di un ufficiale ribelle al popolo sovrano, la repressione di manifestazioni popolari?
Eppure queste cose e molte altre sono il pane quotidiano di ogni guerra.
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Erasmo da Rotterdam
Dolce è la guerra a chi non l’ha provata
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Ernest Hemingway
Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine
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Cos'è Archivio900?
«Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)»... [Leggi]
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